Bannio Anzino
Accès
Bannio Anzino est accessible en remontant la vallée de l'Anzasca depuis la plaine d'Ossola, le long de la route qui relie Piedimulera à Macugnaga, en s'écartant vers les agglomérations au niveau des principaux ponts sur le ruisseau Anza. Les liaisons publiques sont assurées par des services de voitures extra-urbaines qui relient la commune à Domodossola et aux autres centres de la vallée, ce qui permet d'y accéder même sans véhicule privé, surtout pendant les périodes de plus grande affluence touristique à Macugnaga. Pour ceux qui viennent de plus loin, le point de référence principal est la gare ferroviaire et le centre de transport de Domodossola, relié par des lignes à longue distance, d'où l'on continue le long du réseau routier de la vallée vers Bannio, Anzino et Pontegrande.
Introduction
Bannio Anzino est une commune alpine du nord-est du Piémont, située dans la partie mi-haute de la vallée d'Anzasca, dans la province de Verbano-Cusio-Ossola. Le territoire communal s'étend sur le côté gauche du sillon de la vallée, dans un contexte typiquement montagneux, avec le fond de la vallée sillonné par le ruisseau Anza et des pentes boisées qui s'élèvent vers les crêtes séparant la vallée des bassins latéraux valses. La commune est composée de deux principaux noyaux historiques, Bannio et Anzino, réunis administrativement en 1929 et flanqués du hameau de Pontegrande et de petites localités éparses qui conservent le schéma architectural traditionnel Walser-Ossolan, avec des maisons en pierre et en bois et des toits à chevrons....
Description
L’ambiente naturale risente dell’impronta tipica delle valli prealpine occidentali: boschi di latifoglie alle quote inferiori lasciano progressivamente spazio a conifere, pascoli e al paesaggio d’alta quota, mentre il reticolo di mulattiere storiche collega il fondovalle con alpeggi e colli di collegamento verso la Valsesia. Il clima è montano, con inverni freddi e nevosi e estati relativamente miti, condizioni che hanno storicamente orientato l’economia verso l’alpeggio, la piccola agricoltura di sussistenza e, più recentemente, verso un turismo escursionistico e devozionale legato ai santuari locali e alla rete di percorsi che convergono sulla valle.
Le origini dell’insediamento di Bannio sono antiche: la presenza umana sul territorio è attestata già in epoca romana, come indicano i ritrovamenti di una necropoli databile tra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo, segno di una comunità stanziale inserita nei flussi di transito alpino. Per molti secoli Bannio ha rappresentato il principale centro amministrativo della Valle Anzasca, assumendo un ruolo di riferimento civile e religioso che si riflette ancora oggi nella presenza della chiesa di San Bartolomeo, di origine altomedievale, trasformata nel XVII secolo e affiancata da un campanile seicentesco riconosciuto come monumento di rilievo. Anzino, un tempo comune autonomo, si è sviluppato sulla sponda opposta del torrente Olocchia e ha costruito la propria identità intorno al santuario dedicato a sant’Antonio di Padova, arricchito nel XVII secolo da una pala d’altare che ha alimentato un intenso flusso di pellegrinaggi dalle valli circostanti.
La storia recente del comune è segnata dall’unificazione amministrativa del 1929, che ha riunito sotto un’unica entità Bannio e Anzino mantenendo però la specificità di ciascun abitato, anche sul piano delle tradizioni religiose e civili. Un elemento distintivo della comunità è la “Milizia Tradizionale di Bannio”, corpo storico nato in epoca secentesca come difesa territoriale e divenuto nel tempo espressione cerimoniale della memoria collettiva: ogni anno, nel periodo estivo, la milizia sfila in uniforme storica, con ruoli e ufficiali estratti a sorte, in occasione delle principali festività locali.
Il tessuto economico di Bannio Anzino è oggi caratterizzato da una combinazione di attività tradizionali e funzioni residenziali, con una popolazione ridotta e in progressivo invecchiamento, in linea con la dinamica demografica di molti piccoli comuni alpini. Accanto a una residuale agricoltura di montagna e all’allevamento legato agli alpeggi, trovano spazio piccole attività artigianali, servizi di prossimità e un turismo di scala contenuta, basato su seconde case, ospitalità diffusa e soggiorni legati al patrimonio religioso, alle feste tradizionali e alla rete di sentieri che collegano la valle ai valichi verso la Valsesia. Il comune svolge inoltre il ruolo di punto di riferimento locale per servizi amministrativi e iniziative culturali che coinvolgono l’intera media Valle Anzasca.
L’identità culturale del paese si riflette in un calendario di ricorrenze che intreccia il culto mariano e la devozione a sant’Antonio di Padova con tradizioni popolari radicate nel tempo. Particolarmente significative sono le celebrazioni legate al santuario della Madonna della Neve, situato sopra l’abitato di Bannio e raggiungibile tramite un percorso scandito da cappelle votive, e le feste che animano Anzino nel mese di giugno, quando la presenza di pellegrini provenienti a piedi dalle valli limitrofe richiama l’antica funzione di crocevia religioso del borgo. Le pratiche rituali collegate alla Milizia Tradizionale, svolte tra fine luglio e inizio agosto, contribuiscono a mantenere vivo un patrimonio immateriale che unisce memoria militare, devozione e appartenenza comunitaria.
Dal punto di vista escursionistico, il territorio comunale offre una fitta rete di percorsi che collegano i nuclei abitati con alpeggi, santuari e valichi verso la Valsesia, permettendo itinerari ad anello o traversate di più giorni. Tra i tracciati più frequentati rientra il sentiero che sale al santuario della Madonna della Neve, spesso abbinato a collegamenti con gli alpeggi superiori, oltre al Cammino di Sant’Antonio, itinerario devozionale che mette in relazione il santuario di Anzino con la Valsesia seguendo antiche vie di transito. Il contesto naturale, con boschi estesi, terrazzi prativi e scorci sulle cime circostanti della catena del Monte Rosa, favorisce anche passeggiate brevi e percorsi di interesse etnografico alla scoperta dell’architettura rurale e delle testimonianze legate all’emigrazione e all’economia di valle.
Information
Surface: 39.47 km²Altitude: 669m
Altitude maximale: 2 652m - Pizzo Tignaga
Nombre d'habitants: 454 au 31.07.2025
Nom en dialecte : Bani e Anzìn
Nom des habitants : banniesi
Sainte patronne : Beata Vergine Maria della Neve, fêtée le 5 août
Municipalités limitrophes : Calasca-Castiglione, Carcoforo, Ceppo Morelli, Fobello, Rimella, Vanzone con San Carlo
Site web: www.comune.bannioanzino.vb.it
La Commission européenne est en train d'élaborer un plan d'action pour la mise en œuvre de la politique régionale.