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Bivacco Federigo Zullo, da Pila

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A cura di:

Ultimo rilievo: 23/10/2004
Aggiornato il: 31/01/2026
Difficoltà
T2
Lunghezza
21.00 Km
Quota di partenza
1800 m
Altezza di arrivo
2897 m
Dislivello positivo
1333 m
Tempo di andata
04h00'
Tempo di ritorno
03h00'
Periodo consigliato

Accesso

Lasciare lo svincolo autostradale A5 di Aosta Est e svoltare a destra seguendo le indicazioni per Aosta centro. Proseguire per circa 4 chilometri e, giunti ad Aosta, svoltare a destra seguendo le indicazioni per Pila. Continuare per 6,9 chilometri fino a raggiungere la località Pont-Suaz, quindi prendere la seconda uscita e imboccare la strada regionale SR18. Risalire la regionale superando l’abitato di Charvensod e, dopo 16,9 chilometri, si raggiunge Pila, dove è presente un ampio parcheggio gratuito (🅿️). Nei pressi della scala di accesso alla cabinovia è disponibile un fontanile (💧).

Accesso con mezzi pubblici

La località di Pila è raggiungibile con mezzi pubblici tramite cabinovia da Aosta, con collegamenti regolari e frequenti durante tutto l’anno. Non sono invece presenti collegamenti autobus diretti e regolari fino al parcheggio frazionale di Pila; per raggiungere il punto di partenza dell’itinerario è quindi necessario prevedere un trasferimento finale a piedi oppure l’utilizzo di un mezzo privato.

Distanza e tempo di percorrenza

🕒 Tempo di percorrenza: 37 minuti
📏 Distanza: 24 km

Navigazione GPS

📍 Come arrivare con Google Maps
📍 Come arrivare con Apple Maps

ℹ️ Nota importante

Le indicazioni fornite sono state verificate alla data del rilievo dell’itinerario. Prima della partenza, è consigliabile verificare eventuali variazioni del percorso. Per ottenere indicazioni aggiornate e dettagliate, si consiglia l’uso di Google Maps o Apple Maps.

Introduzione

Bella ma faticosa escursione al Col Carrel, depressione fra i due imponenti simboli di Aosta: la Becca di Nona ed il Mont Emilius. La recente ferrata sulla cresta ovest del Mont Emilius lo pone come un importante base d'appoggio per la percorrenza di questo itinerario.

Descrizione

Lasciato il parcheggio si risale la scalinata metallica che porta all'arrivo della cabinovia e, dopo aver attraversato il praticello antistante, ci si immette su di una stradina, svoltando sulla destra. Dopo pochi metri si trascura la strada che a sinistra porta all'eremo di San Grato e poco dopo si incontra un pannello segnaletico provvisorio che indica di svoltare a sinistra in direzione dell'Alpeggio Chamolé. Si risale una stradina sterrata che in pochi minuti conduce dapprima ad un alpeggio e dopo pochi metri si conclude all'altezza di una palina segnaletica che ci indica Alpe Chamolé, segnavia (19A) (1851m, 0h10').
Il sentiero risale una striscia disboscata tra gli abeti, popolata da Sorbo ed Ontano sino a quota 2000 m circa dove il tratto disboscato si fa più ampio e lascia spazio ad un po' di prateria. In breve si raggiunge un sentiero più ampio (2062m, 0h30') e si svolta a sinistra risalendo un bellissimo sentiero che supera rapidamente il bosco e si porta nella bella radura dedita a pascolo sottostante l'alpeggio Chamolé. Il sentiero con un ampio semicerchio verso sinistra passa a monte di un rudere ed infine raggiunge l'alpeggio Chamolé (2154m, 0h50'): da qui il panorama è già esemplare, in lontananza si staglia il Monte Bianco e davanti a noi è imperdibile la vista sul gruppo del Fallère e sul Grand Combin... soprattutto ai primi albori.
Si superano gli edifici dell'alpeggio e si prosegue in direzione est, verso il Col Fenêtre e, dopo aver percorso un tratto della strada sterrata che arriva dall'Eremo di San Grato, si imbocca un sentierino (20a) che, con qualche saliscendi, si inserisce in una bella abetaia e in una ventina di minuti (20) si raggiunge il Col Fenêtre (2221m, 1h15'). Dopo aver ammirato con calma il panorama, che spazia dal Monte Bianco al Rosa, con la città di Aosta ai nostri piedi ci si incammina verso il vallone di Comboé discendendo il versante ovest del crinale del Col Replan sino agli alpeggi di Comboé (2125m, 1h30'). Superati gli alpeggi di Comboé si prosegue per qualche centinaio di metri in direzione sud, costeggiando il laghetto. Ben presto si scorge sulla sinistra un ponticello di legno, che bisogna attraversare: è l'inizio del sentiero (16) che subito assume un aspetto decisamente ripido. Bisogna fare attenzione a ben dosare le forze. Il cammino diventa un po' più agevole quando si raggiunge il Plan Valé (2378m, 2h00'). Qui si potrà avere un quadro completo dei possibili itinerari: a sinistra il cono della Becca di Nona, in fondo alla valle il Col Carrel su cui sorge il bivacco Federigo Zullo. Il sentiero si inerpica con ampie serpentine lungo il cono della becca. Si giunge nei pressi di un grosso masso ove il percorso si divide (2635m, 3h00'): si trascura la normale salita verso la Becca di Nona e si incomincia a risalire le pendici del colle risalendo il sentierino (16A) che diparte sulla destra. Si risale un ambiente pietroso con il sentiero che aggira un promontorio roccioso posto sulla sua sinistra. Poco sopra si raggiunge una macchia prativa che ci accompagnerà sino a poco sotto la nostra meta: il bivacco è ormai evidente e la lamiera riluce sotto il sole. Ancora un piccolo sforzo e, dopo aver superato un tratto di sfasciumi, si raggiunge infine il Bivacco Federico - Zullo (2987m, 4h00').
Quassù il panorama è splendido, bellissimo il laghetto sottostante il bivacco, anche se è consigliabile proseguire sino alla [[Becca di Nona]] (3142m, 4h30') per apprezzarlo sino in fondo.
Il ritorno si percorre sullo stesso itinerario dell'andata.

 

Galleria fotografica

© 2021 - Massimo Martini
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Ci siamo stati
ermanno

A cura di:

Bivacco Federigo Zullo, da Pila
domenica 16 giugno 2024

Bivacco Federigo-Zullo

raggiunto dopo la salita alla Becca di Nona, come variante per la discesa. 25 minuti dalla vetta. Sentiero ripidissimo ma sicuro. Punto di partenza per l'impegnativa ferrata al Monte Emilius (che pare agibile)
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