Parc Sila
Accès
Il Parco Nazionale della Sila è raggiungibile dal versante tirrenico tramite l'autostrada [A2]v del Mediterraneo, con uscita a Cosenza (Nord o Sud), proseguendo verso Camigliatello Silano sulla strada statale [SS107]b Silana-Crotonese; questa arteria attraversa l'altopiano silano da ovest a est collegando Cosenza con Crotone e costituisce il principale asse di accesso al parco. Dal versante ionico si accede dalla [SS106]b Jonica, in prossimità di Crotone, imboccando la [SS107]b in direzione ovest. La sede dell'Ente Parco si trova a Lorica, frazione di San Giovanni in Fiore (CS), sulle rive del Lago Arvo, in via Nazionale. I principali centri di accesso e servizi turistici sono Camigliatello Silano (versante nord-occidentale), Lorica sul Lago Arvo (centro del parco), Villaggio Mancuso (Sila Piccola) e Trepidò, sul Lago Ampollino. Il Centro Visite Cupone si trova nei pressi del Lago Cecita, a pochi chilometri da Camigliatello Silano, e dispone di sentieri naturalistici, aree faunistiche e un museo; il Centro Visite Antonio Garcea è a Villaggio Mancuso. Il collegamento ferroviario principale è la linea tirrenica (Napoli–Reggio Calabria) con stazione di Cosenza, da cui si prosegue su strada. Il Treno della Sila — a vapore storico — collega stagionalmente Camigliatello Silano con San Nicola-Silvana Mansio attraverso boschi e gallerie. L'aeroporto di riferimento è quello di Lamezia Terme.
Introduction
Il Parco Nazionale della Sila si estende nel cuore dell'altopiano silano calabrese, nelle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, per una superficie di 736,95 km² distribuita su diciannove comuni. Istituito formalmente con legge 8 ottobre 1997, n. 344, e con ente parco costituito con D.P.R. del 14 novembre 2002, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 63 del 17 marzo 2003, succede al preesistente Parco Nazionale della Calabria (istituito nel 1968) inglobandone e ampliandone i due nuclei originari di Sila Grande e Sila Piccola, con l'aggiunta di una porzione di Sila Greca. È il parco nazionale italiano con la più alta percentuale di superficie boscata — circa l'81% del totale — costituita principalmente da foreste di pino laricio (Pinus nigra var. calabrica) e faggete. Il simbolo del parco è il lupo appenninico (Canis lupus italicus), specie perseguitata per secoli e rimossa dall'elenco delle specie nocive nel 1971. Nel 2014 il Consiglio Internazionale di Coordinamento del Programma MAB dell'UNESCO ha iscritto la Sila come 10ª Riserva della Biosfera italiana nella Rete Mondiale MAB.
Description
La Sila è un acrocoro — un altopiano elevato di forma grossolanamente quadrilatera — orientato in senso nord-sud, che costituisce il più grande massiccio montuoso della Calabria. La sua struttura geologica si distingue nettamente dal resto dell'Appennino: il settore centrale è formato da rocce magmatiche e metamorfiche granitiche di origine ercinica (paleozoiche), attorno alle quali si estendono formazioni sedimentarie più recenti. Questa geologia granitica — unica nell'Appennino meridionale — determina suoli acidi e paesaggio caratteristico, con ampie superfici pianeggianti o dolcemente ondulate che superano in media i 1.300m di quota. Il territorio si suddivide in tre unità geografiche di origine storico-amministrativa: la Sila Grande a nord, con la cima più alta al Monte Botte Donato (1.928m) e vaste pinete di pino laricio; la Sila Piccola a sud, di natura più metamorfica con il Monte Gariglione (1.765m) e importanti boschi misti di faggio e abete bianco; la Sila Greca nel settore nord-orientale, con prevalenza di querceti di cerro e farnetto alle quote inferiori. Dalla sommità del Monte Botte Donato, nelle giornate limpide, si scorgono il Mar Tirreno e il Mar Ionio. Il sistema idrico è eccezionalmente ricco: la Sila è il serbatoio idrico della Calabria, con le sorgenti dei principali fiumi calabresi — Crati, Neto, Mucone e Savuto — e tre laghi artificiali all'interno del parco. Il Lago Cecita (realizzato nel 1951 sul Mucone, capacità 108 milioni di m³, perimetro 46km) è il più grande ed è circondato da fitta foresta; il Lago Arvo (1927–1931, capacità 83 milioni di m³, perimetro 24km), sulle cui sponde sorge Lorica, costituisce il cuore turistico del parco; il Lago Ampollino (1923–1927, capacità 67 milioni di m³, perimetro 26km) lambisce i comuni di quattro province. A questi si aggiungono i laghi minori Ariamacina — sede di un'oasi naturalistica — e Passante.
Il pino laricio silano (Pinus nigra var. calabrica), endemismo dei rilievi silicei dell'Appennino calabrese e dell'Etna, è la specie dominante del parco e lo elemento vegetazionale più caratteristico: occupa il 43% della superficie boscata con formazioni pure nei pianori e in associazione con il faggio nelle quote più elevate. Può raggiungere e superare i 50m di altezza; la pece estratta dalla sua resina era ampiamente utilizzata dall'antichità per impermeabilizzare le navi della flotta romana. La Riserva Naturale "I Giganti della Sila", in località Fallistro nel comune di Spezzano della Sila, gestita dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), conserva 56 alberi monumentali — 50 pini larici e 5 aceri montani di circa 350 anni di età — con altezze fino a 43m e circonferenze fino a 6m. Nel Monte Gariglione crescono invece circa quindici tra faggi e abeti monumentali. Il faggio (Fagus sylvatica) rappresenta il 35% della superficie boscata e domina alle quote superiori ai 1.400-1.500m; in Sila Piccola i boschi misti faggio-abete bianco (Abies alba) di Monte Gariglione e Monte Femminamorta sono tra le formazioni forestali di maggiore pregio scientifico. Tra la flora si segnalano l'orchidea selvatica, la primula, il giglio rosso (Lilium bulbiferum), il geranio selvatico e la viola. Il coleottero Cucujus haematodes— specie in grave pericolo (Critically Endangered IUCN) — ha nella Sila l'unica popolazione vitale in Europa; Cucujus tulliae è probabile endemismo strettamente calabrese.
La fauna conta 175 specie di vertebrati autoctoni. Il lupo appenninico (Canis lupus italicus) è presente con un branco tra i più consistenti dell'Italia meridionale, stimato in una trentina di individui. Il gatto selvatico (Felis silvestris) e la lontra (Lutra lutra) occupano gli ambienti più integri. Il cervo (Cervus elaphus) — estinto in Sila all'inizio del Novecento — è stato reintrodotto con successo; la Riserva Naturale Golia-Corvo ospita circa 150 esemplari in un'area di ambientamento. Il capriolo italico (Capreolus capreolus italicus) è diffuso nell'intera area. Lo scoiattolo meridionale (Sciurus vulgaris meridionalis), sottospecie caratterizzata dalla livrea nera, è presente in popolazioni isolate. L'avifauna nidificante supera le 110 specie; tra i rapaci diurni si segnalano l'aquila reale (Aquila chrysaetos), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il nibbio reale (Milvus milvus) e l'astore (Accipiter gentilis); il gufo reale (Bubo bubo) e il barbagianni (Tyto alba) sono i principali rapaci notturni. Il picchio nero (Dryocopus martius) frequenta le foreste di pino laricio maturo. La Sila è area di sosta durante le migrazioni sulla rotta Sicilia–Stretto di Messina–Calabria.
Il territorio silano è abitato dall'uomo da millenni: nella Riserva Naturale Gallopane si trova il Centro Visite del Cupone con aree faunistiche che ospitano esemplari di capriolo, cervo, daino, lupo e muflone a scopo conservativo. I borghi del parco conservano una ricca eredità storica e artigianale: San Giovanni in Fiore ospita la Badia Florense, fondata nel 1200 dal monaco Gioacchino da Fiore (1135-1202), teologo calabrese di fama europea, con il suo celebre "Museo Demologico" che documenta la storia e le tradizioni dell'altopiano. Longobucco è rinomata per la lavorazione dell'argento — con una tradizione orafa secolare — e per i telai in attività nelle Botteghe d'Arte Tessile Celestino. La Patata della Sila IGP, coltivata sui pianori d'alta quota, è il prodotto gastronomico più rappresentativo del parco. Il Treno della Sila, a vapore storico, percorre la tratta Camigliatello Silano–Caprara attraverso foreste e gallerie, ed è uno dei percorsi ferroviari panoramici più suggestivi della Calabria.
Information
Données générales
Typologie : Parc national ; Réserve de biosphère MAB de l'UNESCO (depuis 2014, 26e session du Conseil international de coordination du MAB, Jönköping, Suède)
Année de création : 1997 (Loi 8 octobre 1997, nº 344) ; autorité du parc : Décret présidentiel 14 novembre 2002 (G.U. nº. 63 du 17 mars 2003) ; Réserve de biosphère MAB de l'UNESCO : 2014
Organisme de gestion : Ente Parco Nazionale della Sila
Organisme de référence : Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Surface : 736.95 km²
Altitude minimale : ~800m
Altitude maximale : 1.928m
Altitude maximale : 1 928m - Monte Botte Donato (Spezzano della Sila CS / San Giovanni in Fiore CS)
Région(s) : Calabre
Provinces : Cosenza - Catanzaro - Crotone
Municipalités concernées - Province de Cosenza (CS) : Acri - Aprigliano - Bocchigliero - Casali del Manco - Celico - Corigliano Calabro - Longobucco - San Giovanni in Fiore - Spezzano della Sila
Municipalités concernées - Province de Catanzaro (CZ) : Albi - Magisano - Petronà - Sersale - Taverna - Zagarise
Municipalités concernées - Province de Crotone (KR) : Cotronei - Mesoraca - Petilia Policastro - Savelli
Site officiel : https://www.parcosila.it