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Mandaz, da Cotetta

maria grazia s

A cura di:

Ultimo rilievo: 27/10/2007
Aggiornato il: 01/02/2026
Difficoltà
T2
Lunghezza
0.00 Km
Quota di partenza
910 m
Altezza di arrivo
2012 m
Dislivello positivo
1002 m
Tempo di andata
03h30'
Tempo di ritorno
02h15'
Periodo consigliato

Accesso

Lasciare lo svincolo dell’autostrada A5 di Pont-Saint-Martin (Via Circonvallazione) e procedere in direzione nord-est per 110m (0,11km). Svoltare a sinistra verso la strada statale SS26 della Valle d’Aosta e, dopo 24m (0,13km), svoltare leggermente a sinistra immettendosi sulla [SS26] in direzione Aosta. Proseguire per 500m (0,63km), fino a raggiungere una rotatoria; quindi prendere la seconda uscita e rimanere sulla SS26. Continuare per 2,2km (2,83km) fino alla rotatoria successiva, prendere la prima uscita e rimanere sulla SS26. Proseguire per ulteriori 3km (5,83km) fino a una nuova rotatoria, dove prendere la terza uscita e imboccare la strada regionale SR2 della Valle di Champorcher.

Dopo 300m (6,13km), alla rotatoria successiva, proseguire dritto su Via Aosta e continuare per 500m (6,63km). Proseguire su Via E. Chanoux, che diventa strada regionale SR2, e seguire la regionale per 7,3km (13,93km), risalendo la vallata e attraversando gli abitati di Hône e Pontboset, fino a raggiungere il tratto coperto dal paravalanghe. Poco prima di uscire dal tratto coperto, seguire le indicazioni per Delivret e Fournier, quindi svoltare a sinistra e proseguire per circa 4,2km (18,1km) fino al termine della strada. Qui si raggiunge un piccolo parcheggio frazionale 🅿️, nei pressi di Cotetta, che fa parte della località di Fournier, composta anche dai nuclei di Barettes, Barbafumo e Verney.

Accesso con mezzi pubblici

Per raggiungere il punto di partenza dell’itinerario è indispensabile un mezzo privato, poiché la località di Fournier non è servita da collegamenti diretti con i trasporti pubblici.

Distanza e tempo di percorrenza

🕒 Tempo di percorrenza: 29 minuti
📏
Distanza: 18,1km

Navigazione GPS

📍 Come arrivare con Google Maps
📍 Come arrivare con
Apple Maps

ℹ️ Nota importante

Le indicazioni fornite sono state verificate alla data del rilievo dell’itinerario. Prima della partenza si consiglia di verificare possibili variazioni del percorso o delle condizioni stradali. Per informazioni aggiornate si raccomanda di consultare Google Maps o Apple Maps.

Introduzione

Mandaz è un susseguirsi di innumerevoli gruppi di case, alcune ancora in buono stato; c'è una scuola datata 1888, diverse fontane e, in alto grandi pascoli, baite ormai abbandonate e alcuni laghetti; è un viaggio nel passato, un passato duro, perché se c'era la scuola, significa che qui si viveva tutto l'anno.

Descrizione

Appena lasciata l'auto, la mulattiera passa in mezzo alle prime case. Le abitazioni erano molto belle, alcune a più piani, con pregevoli particolari di architettura rurale; incontriamo dei rascards con i classici funghi in pietra a sostenere la costruzione isolandola dalle incursioni dei roditori, una bella fonte, una chiesina, la scuola, il forno del pane, begli archi in pietra sulle porte, un'altra fonte, pietre infisse nei muretti di sostegno per agevolare la salita di chi coltivava. La mulattiera è ampia, e da un certo punto in poi è affiancata da una monorotaia al servizio degli alpeggi. Si continua a salire fino ai ruderi dell'oratorio di la Frete, passando tra grossi pietroni levigati dai secoli, tra i quali in primavera si accendono bellissimi gigli rossi, si arriva ad una cappellina, a Boset Desot (c'è una data, 1737) e poi a Boset Damon, che probabilmente sono stati gli insediamenti più antichi. Siamo a 1567 metri raggiunti in circa un'ora; il tempo dipende dalle soste lungo il percorso, e le cose da guardare sono tante. Sui prati fioriti pascola una bella mandria; il sentiero arriva ad un bivio, seguire la traccia a sinistra e guadare il torrente; ci hanno accompagnate per un po' alcune caprette. Si sale ora tra folta vegetazione aggirando a sinistra il Bec Chaty, e si passa davanti ad un grosso caseggiato abbandonato, fino ad arrivare ad una conchetta dove tra i larici occhieggia il Lac Sec, quasi completamente interrato; il sentiero a tratti non è molto evidente, qualche bollo giallo aiuta a districarsi nella vegetazione; arrivati ad un bivio, tenere la sinistra, e salire ancora tra grossi cespugli di rododendri fino ad avvicinarsi al torrente a monte del quale c'è la diga artificiale del Lac Noir: quando siamo arrivate al lago il cielo era abbastanza coperto, ed il lago più scuro che mai (2h30').

Dal lago tornare sui propri passi fino al bivio incontrato prima e risalire a sinistra al colletto soprastante. L'indicazione Lago Champas è su di una pietra, per terra, qualche metro oltre il bivio. Il lago Champas è il più carino tra tutti, circondato da dolci prati e larici. Il sentiero si perde, ma abbiamo verificato che ci sono due possibilità: si puo' aggirare il laghetto a sinistra, fino all'immissario, attraversarlo e salire lungo il prato alla sella soprastante, direzione ovest, fino ad arrivare all'alpe Chanton, ormai abbandonata, oppure raggingerla aggirando il lago e il piccolo promontorio di fronte a noi sul lato destro, cercando gli scarsi bolli gialli. Dalla sella il percorso è visibile: si attraversa con leggeri saliscendi fin sotto le alpi della Manda, mimetizzate tra le rocce in alto a sinistra; qui parte il sentiero che conduce ai soprastanti laghi Chenessy e Cornuto. A questo punto ci sono due percorsi: seguire le evidenti tubazioni dell'acqua in quota fino ad arrivare all'alpe Croset Damon e di qui scendere all'alpe Boset Damon riacchiappando la mulattiera salita al mattino, oppure cercare gli scarni segni che segnalano il sentierino che scende all'alpe Chanton, e di qui attraversare, su tracce, prima per pascoli e poi in un piccolo bosco di larici fino a raggiungere l'alpe Boset Damon e la mulattiera, che si ripercorre fino all'auto. 

Galleria fotografica

© 2021 - Maria Grazia Schiapparelli
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Ci siamo stati