Gran Paradiso
Accesso
Raggiungere il Gran Paradiso richiede di appoggiarsi a uno dei due rifugi di base, entrambi interni al Parco Nazionale del Gran Paradiso: il Rifugio Vittorio Emanuele II, in Valsavarenche, o il Rifugio Federico Chabod, in Valle di Cogne. L'accesso stradale ai due valloni segue la statale di fondovalle della Valle d'Aosta fino agli imbocchi di Valsavarenche e di Cogne; da lì proseguire su strada di valle fino al capoluogo comunale e ai parcheggi di partenza dei sentieri di avvicinamento ai rifugi. [da completare: codifica stradale puntuale, distanze cumulative dal casello autostradale e coordinate dei parcheggi — dati non verificabili da fonti generaliste, servono input diretto dell'autore o rilievo Google Maps]. L'ingresso nel parco nazionale non richiede permesso per l'escursionismo; l'alpinismo verso la vetta non è soggetto a restrizioni particolari oltre alla normale regolamentazione dell'area protetta.
Vie di salita
Via Normale - da Rifugio Vittorio Emanuele II (2.732m) - versante sud-ovest - F+ - via più frequentata, su cresta e nevaio finale con passaggio esposto in vetta (la "Madonnina", statuetta bronzea sulla punta rocciosa sommitale)
Via dal Rifugio Chabod - da Rifugio Federico Chabod (2.750m) - versante est - PD-
Parete Nord - [da completare: partenza, difficoltà, tempo, dislivello] - itinerario classico di ghiaccio, non la via ordinaria di salita
Il periodo consigliato per la via normale è l'estate alpinistica, da fine giugno a settembre, in relazione alle condizioni del nevaio sommitale e del passaggio finale in cresta.
Vie di salita invernali
Gran Paradiso da Breuil - da Breuil (Valsavarenche, 1.957m) - racchette da neve - WT5 - 6h (salita), 4h (discesa) - (2.064mD+) - itinerario in due giorni con pernottamento al Rifugio Vittorio Emanuele II, tratto glaciale con pendenze 30-45° e ramponi, cresta finale attrezzata
Introduzione
Il Gran Paradiso è la montagna più alta interamente compresa in territorio italiano, con una quota di 4.061m, e la terza cima delle Alpi Graie. Si trova al centro dell'omonimo parco nazionale, il più antico d'Italia, a cavallo tra i comuni di Valsavarenche e Cogne, in Valle d'Aosta. Appartiene al gruppo Gran Paradiso-Roccia Viva, un massiccio glaciale che segna il limite meridionale della Valle d'Aosta verso il Piemonte. La cima si presenta come una piramide di roccia e ghiaccio, con versanti glaciali estesi sia sul lato occidentale sia su quello orientale, e rappresenta una delle mete alpinistiche di quota superiore ai 4.000m più frequentate delle Alpi, per l'accessibilità tecnica relativa della via normale rispetto ad altri quattromila.
Descrizione
Il Gran Paradiso si eleva al centro del gruppo Gran Paradiso-Roccia Viva, nelle Alpi Graie, a cavallo tra i comuni di Valsavarenche e Cogne. La montagna è interamente compresa in Valle d'Aosta, circostanza che la rende, insieme alla quota, la vetta di riferimento tra i quattromila italiani non condivisi con la Francia o la Svizzera. Il versante occidentale è coperto dal ghiacciaio del Gran Paradiso e dal ghiacciaio di Laveciau, mentre quello orientale porta il ghiacciaio della Tribolazione; la vetta stessa, negli anni recenti, ha visto la progressiva riduzione della calotta glaciale sommitale, un tempo continua tra i due versanti. Il massiccio è delimitato da valloni glaciali che scendono verso Valsavarenche a ovest e verso Cogne a est. Poco sotto la cima si trova il Roc, un torrione roccioso a 4.026m; da esso scendono due creste, una verso sud-ovest in direzione della Becca di Moncorvè e quindi del Colle del Gran Paradiso, l'altra verso i bacini di Cogne e dell'Orco, mentre la cresta nord della vetta scende al Colle del Piccolo Paradiso.
Geologicamente il Gran Paradiso appartiene ai massicci cristallini interni delle Alpi occidentali ed è formato prevalentemente da gneiss occhiadini, rocce metamorfiche derivate da granitoidi porfirici intrusi nel Permiano, circa 270 milioni di anni fa: i grandi cristalli relitti di feldspato potassico conferiscono alla roccia il caratteristico aspetto "occhiadino", mentre la matrice foliata è composta soprattutto da quarzo, albite, mica bianca, biotite ed epidoto, con granato e titanite localmente presenti. Agli ortogneiss si associano gli gneiss minuti, costituiti da paragneiss e micascisti derivati da un più antico basamento metasedimentario, con intercalazioni subordinate di anfiboliti, metagabbri ed eclogiti. Durante l'orogenesi alpina queste rocce furono trascinate in profondità, sottoposte a metamorfismo di alta pressione e successivamente riesumate, acquisendo la foliazione e le strutture oggi visibili; ai margini del massiccio il basamento cristallino entra in contatto con calcescisti e pietre verdi delle unità piemontesi, relitti metamorfosati dell'antico oceano ligure-piemontese.
Sull'origine del nome "Gran Paradiso" non esiste un'etimologia filologicamente consolidata. Tra le ipotesi tramandate, una fonte storica la riconduce al fatto che la testata della Valnontey fosse chiamata dai cognein "il Paradiso degli stambecchi", per l'abbondanza dell'animale in quest'area — ipotesi definita dalla fonte stessa "un po' semplicistica, ma non inattendibile", quindi da presentare come tradizione riportata e non come fatto accertato. Il toponimo compare per la prima volta su una carta nel 1827, attribuito in modo alterno alla vetta effettiva o al vicino Gran San Pietro, e talvolta sostituito da un ipotetico "Monte Iseran" di posizione variabile, da non confondere con l'attuale, modesto Monte Iseran presso l'omonimo colle tra le valli dell'Arc e dell'Isère. Altri nomi storici attribuiti alla zona (Monte del Broglio, Montandayné, e le varianti Lausqueur/Lévesqueur legate al ruolo del vescovo di Aosta come conte di Cogne) sono rimasti infine associati ad altre cime del gruppo, non al Gran Paradiso stesso.
La montagna è integralmente compresa nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, il primo istituito in Italia. Il nucleo originario risale al 1856, quando Vittorio Emanuele II costituì l'area come riserva reale di caccia per proteggere lo stambecco (Capra ibex), la cui popolazione si era ridotta a livelli critici: fece costruire corpi di guardia specializzati e la rete di mulattiere reali, circa 340km, tuttora alla base della sentieristica del parco. Nel 1919 Vittorio Emanuele III si dichiarò disposto a cedere allo Stato i 2.100 ettari della riserva a condizione che vi si istituisse un parco nazionale; il 3 dicembre 1922 nacque così il Parco Nazionale del Gran Paradiso. La popolazione di stambecchi, cresciuta nei primi decenni, crollò a soli 416 capi nel 1945 per gli effetti della guerra e del bracconaggio; la ripresa si deve in larga parte al commissario Renzo Videsott e al decreto De Nicola del 5 agosto 1947, che diede al parco gestione autonoma. Il Gran Paradiso resta oggi l'area di riferimento per la conservazione dello stambecco alpino, specie che proprio da questo massiccio si è poi ridiffusa sull'intero arco alpino attraverso reintroduzioni. Il parco è suddiviso in quattro zone di protezione differenziata — riserva integrale, riserve generali orientate, aree di protezione, aree di promozione economico-sociale - con divieto di caccia, pesca e introduzione di cani e armi.
La prima ascensione documentata risale al 4 settembre 1860, a opera di John Jeremy Cowell, W. Dundas, Michel Payot e Jean Tairraz, che salirono dall'Alpe di Moncorvè per il versante sud-ovest, risalendo il Ghiacciaio del Gran Paradiso dai Casolari di Moncorvè lungo un percorso simile a quello oggi seguito con gli sci. La prima ascensione invernale risale al 2 marzo 1885, a opera di Vittorio Sella e S. Aitken con le guide J.J. e D. Maquignaz, per la via normale.
Tra gli episodi legati alla relativa accessibilità della montagna per un quattromila alpino figura la salita in vetta, il 3 luglio 1931, dell'asino Cagliostro condotto dall'abbé Joseph-Marie Henry — impresa ideata anche per promuovere turisticamente l'ascensione — e quella di don Achille Ratti, il futuro papa Pio XI, alpinista prima che pontefice, che vi salì nell'estate del 1888 portando sulle spalle un ragazzo.
Informazioni
Dati generali
Quota: 4.061m
Nome alternativo: Grand Paradis (francese)
Gruppo montuoso: Gran Paradiso-Roccia Viva, Alpi Graie
Prima ascensione: 04/09/1860 - John Jeremy Cowell, W. Dundas, Michel Payot, Jean Tairraz
Prima ascensione invernale: 02/03/1885 - Vittorio Sella, S. Aitken, J.J. Maquignaz, D. Maquignaz
Comuni: Cogne, Valsavarenche
Valli: Valsavarenche, Valle di Cogne
Difficoltà alpinistica: F+ (via normale)
Periodo consigliato: fine giugno - settembre
Esposizione prevalente: sud-ovest (via normale), est (via Chabod)
Presenza ghiacciai: sì - ghiacciaio del Gran Paradiso, ghiacciaio di Laveciau, ghiacciaio della Tribolazione
Area protetta: Parco Nazionale del Gran Paradiso, istituito nel 1922 (primo parco nazionale d'Italia)