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Ghiacciaio dell'Adamello

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Ultima visita: 04/09/2026

Accesso

Raggiungere l'alta Val Genova e la zona di Malga Bedole, quindi seguire il sentiero SAT 212 fino al Rifugio Mandron «Città di Trento», posto a 2.442m e raggiungibile in circa 2h30'. Dal rifugio osservare la fronte e l'apparato morenico del Mandrone percorrendo il sentiero glaciologico; questo itinerario consente di avvicinarsi all'ambiente glaciale senza impegnarsi nella traversata del ghiacciaio. Per raggiungere direttamente la Vedretta del Mandrone, il Pian di Neve o il Rifugio ai Caduti dell'Adamello alla Lobbia Alta affrontare un itinerario alpinistico su ghiacciaio, soggetto a crepacci e a condizioni variabili. Utilizzare l'attrezzatura specifica e, in assenza di esperienza adeguata, rivolgersi a una guida alpina.

Introduzione

Il Ghiacciaio dell'Adamello occupa l'ampio acrocoro sommitale del gruppo dell'Adamello-Presanella, tra Lombardia e Trentino-Alto Adige. Il corpo glaciale si sviluppa attorno al Pian di Neve e alimenta diverse effluenze dirette verso la Val Genova e le valli lombarde di Adamè, Salarno e Miller. Con una superficie misurata nel settembre 2023 pari a 12,87km², costituisce il più esteso ghiacciaio delle Alpi italiane. La sua particolare morfologia di ghiacciaio di altipiano a lingue radiali, insieme alla lunga serie di osservazioni glaciologiche e alle testimonianze della Guerra Bianca, ne fa un riferimento per lo studio dell'evoluzione dell'ambiente alpino.

Descrizione

Il Ghiacciaio dell'Adamello è un ghiacciaio montano temperato, alimentato direttamente dalle precipitazioni nevose e caratterizzato da un'esposizione variabile. Si estende indicativamente tra 2.560 e 3.420m di quota; nel settore superiore del Pian di Neve, posto attorno a 3.200m, lo spessore massimo del ghiaccio è stato stimato in circa 270m. La superficie rilevata nel settembre 2023 è di 12,87km², poco più della metà dei circa 25km² attribuiti all'apparato durante la Piccola Età Glaciale. Nello stesso intervallo la fronte principale ha registrato un arretramento complessivo di circa 2,8km.

La morfologia dell'apparato è quella di un vasto altipiano glaciale dal quale il ghiaccio defluisce in più direzioni. Verso nord-est si sviluppa l'effluenza del Mandrone, diretta alla Val Genova e collegata al bacino del Sarca; verso i versanti lombardi si disponevano le effluenze di Adamè, Salarno, Corno Salarno e Miller, oggi fortemente ridotte e in parte prossime alla separazione dal corpo centrale. Il Catasto dei ghiacciai italiani del 1959–1962 considerava queste unità come ghiacciai distinti, identificati dai numeri 600, 603, 604, 608, 609 e 639. Il Nuovo Catasto dei ghiacciai italiani del 2015 ha invece censito l'insieme come un unico corpo glaciale, seguendo la continuità della copertura di ghiaccio attorno al Pian di Neve.

Le prime descrizioni cartografiche sistematiche dell'acrocoro furono realizzate da Julius von Payer nella seconda metà dell'Ottocento; il monitoraggio delle variazioni frontali divenne regolare nel corso del Novecento. Durante la Prima guerra mondiale il Pian di Neve e le creste circostanti furono interessati dalle operazioni della Guerra Bianca, delle quali restano manufatti e reperti inglobati o restituiti dal ghiaccio. In epoca recente l'area è stata oggetto di indagini geofisiche e carotaggi profondi: nel 2021 il progetto ADA270 ha estratto dal Pian di Neve una carota lunga 224m, destinata allo studio degli archivi climatici e ambientali conservati nel ghiaccio.

Informazioni

Denominazioni: Ghiacciaio dell'Adamello, Pian di Neve; l'effluenza trentina principale è denominata Ghiacciaio o Vedretta del Mandrone

Numeri Catasto CGI: 600 Miller Superiore; 603 Corno Salarno; 604 Salarno; 608 Adamello o Pian di Neve; 609 Adamè; 639 Mandrone

Tipologia: ghiacciaio montano temperato

Forma: ghiacciaio di altipiano a lingue radiali

Alimentazione: diretta

Esposizione: variabile

Quota minima e massima: 2.560–3.420m

Superficie: 12,87km² nel settembre 2023

Spessore massimo stimato: circa 270m nel settore del Pian di Neve

Bacini idrografici: Sarca–Adige sul versante trentino; Oglio–Po sul versante lombardo

Stato evolutivo: forte riduzione areale, assottigliamento e progressiva separazione delle effluenze