Medico e naturalista savoiardo, co-protagonista con Jacques Balmat della prima ascensione al Monte Bianco nel 1786.
Dati anagrafici
nome: Michel-Gabriel Paccard
nascita: 1757 - Chamonix, Ducato di Savoia (Regno di Sardegna)
morte: 21 maggio 1827 - Chamonix
nazionalità: savoiarda
professione: medico, naturalista, giudice di pace e notaio
affiliazione: Accademia delle Scienze di Torino, socio corrispondente dal 1785
Biografia
Michel-Gabriel Paccard nacque a Chamonix nel 1757, quando la valle apparteneva al Ducato di Savoia, nel Regno di Sardegna. Il padre era il notaio della valle; dei due fratelli, uno entrò nel clero e l'altro nella magistratura. Michel-Gabriel studiò medicina a Torino e a Parigi e, ottenuto il titolo di dottore, tornò a esercitare a Chamonix. Accanto alla professione raccolse piante e minerali, fece osservazioni geologiche e misure barometriche delle quote, pubblicò i primi risultati su un periodico scientifico parigino e nel 1785 fu eletto socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino.
L'interesse per il Monte Bianco nacque dal programma di ricerca di Horace-Bénédict de Saussure, che dal 1760 aveva promesso una ricompensa a chi avesse trovato una via per la vetta e con il quale Paccard scambiava misure e osservazioni. Tra il 1783 e il 1784 provò tre accessi diversi: il ghiacciaio sopra la Montagne de la Côte, il bacino del Tacul e il versante dell'Aiguille du Goûter. Per tre anni studiò inoltre con il cannocchiale, dal Brévent, il versante settentrionale della montagna, fino a individuare una linea possibile dal Grand Plateau verso la cima, a sinistra dei Rochers Rouges. Quando Jacques Balmat, cercatore di cristalli che nel giugno 1786 aveva trascorso da solo una notte sul ghiacciaio, gli offrì i suoi servizi, Paccard lo ingaggiò come portatore.
I due partirono il 7 agosto 1786, bivaccarono sulla Montagne de la Côte e il giorno seguente, senza corda né ramponi, con lunghi bastoni ferrati, attraversarono il ghiacciaio dei Bossons e raggiunsero il Grand Plateau nel pomeriggio. Alle 18:23 dell'8 agosto toccarono la vetta. Da Chamonix il barone sassone Adolph Traugott von Gersdorf seguì la salita con il cannocchiale, ne annotò gli orari di passaggio e, su richiesta del padre di Paccard, sottoscrisse un'attestazione dell'arrivo in cima. In vetta Paccard rimase circa mezz'ora, il tempo di leggere barometro, termometro e bussola: le sue misure, elaborate in seguito a Torino, diedero una quota superiore di diverse centinaia di metri a quella reale.
Sulla divisione dei ruoli nell'ascensione le fonti si sono divise per oltre un secolo. dati attestati - i due raggiunsero la vetta insieme l'8 agosto 1786. Il 18 ottobre dello stesso anno Balmat sottoscrisse davanti a due testimoni un'attestazione, pubblicata nel 1787 sul Journal de Lausanne, in cui riconosceva a Paccard la scelta dell'itinerario e la conduzione del tratto finale. fonti coeve - un articolo apparso a Parigi nel settembre 1786 presentò Paccard come capo della spedizione; poco dopo il ginevrino Marc-Théodore Bourrit, che aspirava a sua volta alla prima salita, diffuse un racconto che assegnava a Balmat la scoperta della via e descriveva Paccard come dipendente dal compagno. Paccard replicò sul Journal de Lausanne. tradizione - nel 1832, cinque anni dopo la morte di Paccard, Balmat raccontò ad Alexandre Dumas una versione in cui era lui ad aver trovato la via e a raggiungere per primo la cima. Pubblicato nel 1833, il racconto fissò per gran parte dell'Ottocento l'immagine di Balmat come unico protagonista. interpretazioni storiografiche - tra la fine dell'Ottocento e il 1957 le ricerche di Edward Whymper, Charles Edward Mathews, Heinrich Dübi, Henry F. Montagnier, Ernest Hamilton Stevens e infine di Thomas Graham Brown e Gavin de Beer hanno ricostruito la salita sul diario di Paccard, sulle attestazioni di Balmat e sugli appunti di von Gersdorf e di de Saussure, attribuendo a Paccard l'individuazione della via. Lo storico Philippe Joutard ha spiegato la lunga esclusione di Paccard con il modello guida-cliente rappresentato dalla coppia Balmat-de Saussure. La storiografia attuale attribuisce la prima ascensione congiuntamente ai due.
Il resoconto dell'impresa, annunciato nel 1786 con un prospetto di sottoscrizione, non uscì mai; il diario rimase alla famiglia e fu pubblicato solo alla fine del Novecento. Nel 1796 Paccard sposò Marie-Angélique Balmat, indicata dalle fonti come sorella di Jacques. Durante il periodo rivoluzionario fu giudice di pace, nel 1794 sindaco di Chamonix e nel 1818 notaio per nomina di Vittorio Emanuele I, nella carica che era stata del padre. Continuò a fornire indicazioni e strumenti ai viaggiatori diretti al Monte Bianco; il figlio Ambroise fu tra le guide che nel 1830 accompagnarono Lord Minto sul Breithorn. Morì a Chamonix il 21 maggio 1827; alcune biografie indicano il 21 marzo. Il suo nome è tornato nello spazio pubblico di Chamonix a partire dal 1932.
Imprese alpinistiche
Monte Bianco, tentativo dalla Montagne de la Côte - 1783 - con Marc-Théodore Bourrit e le guide Jean-Baptiste Lombard detto Grand Jorasse, Marie e Jean-Claude Couttet; Paccard e le guide proseguono sul ghiacciaio oltre la cresta, Bourrit si ferma
bacino del Tacul, ricognizione - 1784 - con Pierre Balmat, alla ricerca di un accesso dal versante nord-orientale
Monte Bianco, tentativo dal versante dell'Aiguille du Goûter - 1784 - con la guida Henri Pornet, fino alla base dell'Aiguille du Goûter, primo tentativo documentato da questo versante
Monte Bianco (4.808m) - 1786 - prima ascensione assoluta, con Jacques Balmat, dalla Montagne de la Côte per il Grand Plateau e i Rochers Rouges
Luoghi e intitolazioni
medaglione di Michel-Gabriel Paccard - ingresso del municipio di Chamonix-Mont-Blanc - collocato il 28 agosto 1932 su iniziativa dell'American Alpine Club, con l'Alpine Club e i club alpini francese, italiano e svizzero
rue du Docteur Paccard - Chamonix-Mont-Blanc - una delle vie principali del centro, intitolata dal consiglio comunale nel 1932
statua di Michel-Gabriel Paccard - Chamonix-Mont-Blanc - bronzo dello scultore Jean-Loup Bouvier, inaugurato nel 1986 per il bicentenario della prima ascensione
Opere
articolo sulle cause delle diverse disposizioni degli strati rocciosi, in Observations sur la physique, sur l'histoire naturelle et sur les arts, vol. XVIII, Parigi, 1781
Premier voyage à la cime de la plus haute montagne de l'ancien continent, le Mont-Blanc, prospetto di sottoscrizione a stampa, 1786 - opera annunciata e mai pubblicata
lettere al Journal de Lausanne, Losanna, 1787 - comprese le attestazioni sottoscritte da Jacques Balmat
articolo sulla via della prima ascensione, in Journal de Savoie, 1825
Mont-Blanc 1786. Journal du docteur Michel-Gabriel Paccard, a cura di Catherine Guérin e Philippe Campione, Epigones, 1992 - edizione postuma del diario
Bibliografia
In veste di scrittore
Henry F. Montagnier, Dr. Paccard's Lost Narrative: A Note, Alpine Journal vol. 26, 1912
Ernest Hamilton Stevens, Dr. Paccard's "Lost Narrative": An Attempted Reconstruction, Alpine Journal vol. 41, 1929
In veste di citazione importante
Heinrich Dübi, Paccard wider Balmat, oder die Entwicklung einer Legende, Francke, 1913
Thomas Graham Brown e Gavin de Beer, The First Ascent of Mont Blanc, Oxford University Press, 1957
Philippe Joutard, L'invention du Mont Blanc, Gallimard/Julliard, 1986
Jean-Louis Lejonc, Paccard, l'oublié du mont Blanc, Ginkgo éditeur, 2021