Relazioni Punti di interesse Ci sono stato Magazine Webcam

Kangchenjunga

Profile image

A cura di:

Ultima visita: 04/04/2026

Accesso

Itinerari della vetta

Il Kangchenjunga è raggiungibile da versanti distinti, dei quali il principale e più frequentato è quello sud-ovest, percorso dalla prima spedizione nel 1955 e ancora oggi considerato la via normale della cima principale. Il campo base si installa sul ghiacciaio Yalung, sul versante nepalese, a circa 5.100 metri di quota. La via sale attraverso la grande parete sud-ovest, alta circa 3.000 metri, con l'allestimento di sei campi. Il tratto centrale è caratterizzato dal Great Shelf, un vasto pianoro glaciale pensile che consente il riposo prima dell'attacco finale: dal Great Shelf la via risale per il canalone detto Gangway fino alla cresta ovest, da dove un traverso porta alla vetta. La vicinanza al Golfo del Bengala rende il Kangchenjunga particolarmente esposto ai monsoni e alle perturbazioni provenienti da est, con finestre meteorologiche spesso più brevi rispetto ad altri ottomila. Il versante nord-ovest, sul lato del Sikkim indiano, è accessibile solo previo permesso delle autorità indiane ed è stato percorso da alcune spedizioni significative, tra cui quella della prima ascensione femminile nel 1998.

Vie di salita estive

» da Campo Base Yalung (5.100m), via parete sud-ovest e Gangway – AD – 5–7 settimane (acclimatamento incluso) – (3.486mD+)

» da Campo Base nord (Sikkim), via cresta nord e sperone est – AD – seconda salita assoluta del 1977, richiede permessi indiani

» da Campo Base nord (Sikkim), via colle nord e cresta nord-ovest (Scott-Boardman-Tasker, 1979) – D – itinerario su terreno misto

Introduzione

Con i suoi 8.586 metri il Kangchenjunga è la terza montagna più alta della Terra e la più orientale tra tutti gli ottomila. Si innalza al confine tra il Nepal orientale e lo Stato indiano del Sikkim, nella sezione orientale della catena himalayana, in una posizione relativamente prossima al Golfo del Bengala che ne condiziona in modo determinante il clima, rendendolo soggetto a precipitazioni abbondanti e tempeste frequenti. Il massiccio è un sistema complesso di cinque cime, quattro delle quali superano gli 8.000 metri: la cima principale (8.586m), la cima ovest o Yalung Kang (8.505m), la cima centrale (8.482m) e la cima sud (8.476m), oltre al Kangbachen (7.902m). Il nome Kangchenjunga è tradizionalmente tradotto come "i cinque forzieri della grande neve", con riferimento simbolico alle cinque vette che compongono il massiccio e ai tesori — oro, argento, gemme, grano e libri sacri — che le popolazioni locali ritengono custoditi nelle sue nevi. Fino al 1849 il Kangchenjunga era ritenuto il monte più alto della Terra, prima che i rilevamenti britannici del Survey of India stabilissero la supremazia dell'Everest e del K2. La prima ascensione fu compiuta il 25 maggio 1955 dagli alpinisti britannici George Band e Joe Brown, nell'ambito della spedizione guidata da Charles Evans; i due si fermarono volutamente a pochi metri dalla cima sommitale, rispettando un accordo stipulato con il governo del Sikkim in segno di riguardo per la sacralità del luogo — una tradizione che la maggior parte degli alpinisti successivi ha continuato a onorare. La prima ascensione invernale, compiuta l'11 gennaio 1986 dai polacchi Jerzy Kukuczka e Krzysztof Wielicki, rimane una delle imprese più significative della stagione d'oro dell'alpinismo polacco in Himalaya.

Descrizione

Contesto geografico

Il Kangchenjunga domina una regione di straordinaria ricchezza paesaggistica che comprende le foreste subtropicali del Sikkim a sud e le valli glaciali del Nepal orientale a ovest. La cresta sommitale principale si sviluppa per circa 1,5 chilometri in direzione nord-ovest–sud-est, con la cima principale a nord e la cima sud a sud. Dal versante nepalese scende il ghiacciaio Yalung, uno dei più estesi della regione, mentre sul versante indiano il ghiacciaio Zemu alimenta la valle del Sikkim settentrionale. A ovest il massiccio è connesso alle cime del Jannu (7.710m) e del Tent Peak (7.365m); a est il confine con il Sikkim segna anche il limite geografico dell'Himalaya orientale rispetto alle catene successive verso est. La posizione relativamente meridionale e l'esposizione ai venti monsonici rendono i versanti inferiori del massiccio tra i più ricchi di vegetazione dell'intero Himalaya, con foreste di rododendri, abeti e bambù che si spingono fino a oltre 4.000 metri di quota.

Dal punto di vista geologico il Kangchenjunga appartiene alla zona dei Grandi Himalaya, con rocce prevalentemente cristalline — graniti, gneiss e scisti — di età precambriana e paleozoica, sollevate e deformate dalla collisione tra la placca indiana e quella eurasiatica. La cima principale è costituita da rocce metamorfiche di alto grado, con presenza di granati e sillimanite, tipiche della zona mediana cristallina della catena. L'intensa glaciazione quaternaria ha scolpito il massiccio nelle sue forme attuali, producendo circhi, canaloni e creste affilate che caratterizzano tutti i versanti sopra i 6.000 metri.

La fauna del Parco Nazionale di Kangchenjunga, istituito nel 1997 sul versante nepalese, include il leopardo delle nevi (Panthera uncia), il panda rosso (Ailurus fulgens), il tahr himalayano (Hemitragus jemlahicus) e il cervo muschiato (Moschus chrysogaster). Il Sikkim, sul versante indiano, è una delle regioni biologicamente più ricche dell'Asia, con oltre 5.000 specie di piante fiorite, tra cui circa 600 specie di orchidee.

Storia alpinistica

Le prime ricognizioni del Kangchenjunga risalgono all'esploratore britannico Douglas Freshfield che nel 1899, accompagnato dal fotografo Vittorio Sella, compì la prima circumnavigazione del massiccio, documentandolo con immagini che sarebbero rimaste per decenni il principale riferimento cartografico. Il primo tentativo di salita fu quello del 1905, guidato dall'eccentrico Aleister Crowley con Jules Jacot-Guillarmod, che raggiunsero circa 6.500 metri sul versante sud-ovest prima che una valanga uccidesse l'alpinista Alexis Pache e tre portatori durante la discesa. Tra il 1929 e il 1931 il tedesco Paul Bauer condusse due spedizioni sullo sperone nord-est, raggiungendo nel 1929 i 7.400 metri e nel 1931 i 7.700 metri in condizioni meteorologiche estreme e con perdite umane. Nel 1930 una spedizione internazionale guidata da Günter Dyhrenfurth tentò il versante nord-ovest, aprendo un nuovo corridoio di accesso.

La svolta decisiva arrivò nel 1954, quando la spedizione di John Kempe esplorò sistematicamente la parete sud-ovest, raccogliendo le informazioni che avrebbero permesso l'anno seguente il successo. Nella primavera del 1955 la spedizione britannica guidata da Charles Evans — veterano della spedizione all'Everest del 1953 — fissò il campo base sul ghiacciaio Yalung e allestì sei campi lungo la grande parete. Il 25 maggio, alle 14.45, George Band, geologo di Cambridge, e Joe Brown, leggendario rocciatore di Manchester che nella vita faceva il muratore, raggiunsero la cima principale fermandosi a pochi metri dallo spuntone sommitale per rispettare l'accordo con il governo del Sikkim: la montagna era sacra, e la vetta più elevata doveva restare inviolata. Il giorno seguente Norman Hardie e Tony Streather ripeterono l'ascensione con lo stesso rispettoso gesto. La tradizione di fermarsi sotto la vetta è da allora diventata una prassi quasi universale tra gli alpinisti che salgono il Kangchenjunga.

La seconda ascensione avvenne ventidue anni dopo, nel 1977, per opera di una spedizione indiana che salì per lo sperone est e la cresta nord. Nel 1978 la scuola polacca realizzò le prime ascensioni delle cime sud e centrale, completando il quadro delle salite principali del massiccio. Nel 1979 Doug Scott, Peter Boardman e Joe Tasker aprirono una via nuova per il colle nord e la cresta nord-ovest, in stile leggero. Nel 1980 una spedizione giapponese aprì una via sulla cima principale. Nel 1982 la prima ascensione italiana fu realizzata da Innocenzo Menabreaz e Oreste Squinobal, con il portatore sherpa Nga Temba, nell'ambito di una spedizione guidata da Franco Garda, per la via normale. Il 17 ottobre 1983 il francese Pierre Béghin compì la prima salita solitaria in stile alpino, senza ossigeno supplementare.

L'11 gennaio 1986 Jerzy Kukuczka e Krzysztof Wielicki realizzarono la prima ascensione invernale, nell'ambito di una spedizione polacca guidata da Andrzej Machnik che aveva stabilito il campo IV a circa 7.800 metri. Kukuczka e Wielicki raggiunsero la cima per la via normale nel freddo intenso dell'inverno himalayano, mentre il compagno Andrzej Czok moriva per edema polmonare durante la salita: un destino che si ripeté in forme diverse in molte delle stagioni successive, confermando la pericolosità estrema del Kangchenjunga nelle condizioni invernali. Il 1992 portò la morte di Wanda Rutkiewicz sulla parete nord-ovest, scomparsa il 12 aprile dopo essere stata vista per l'ultima volta a 8.250 metri da Carlos Carsolio, che aveva raggiunto la vetta quel giorno. La prima ascensione femminile della cima principale fu compiuta il 18 maggio 1998 dalla britannica Ginette Harrison per il versante nord-ovest. Nel 1989 la grande traversata sovietica di tutte le cime del massiccio — comprendente le prime ripetizioni di alcune vie su tutte e quattro le cime sopra gli 8.000 metri — rappresentò una delle imprese collettive più ambiziose dell'alpinismo himalayano del Novecento.

Contesto culturale

Il Kangchenjunga è considerato una divinità protettrice da tutte le popolazioni che vivono ai suoi piedi, in particolare dai Lepcha e dai Limbu del Sikkim e del Nepal orientale. La montagna è il simbolo ufficiale dello Stato del Sikkim e vi è rappresentata sulle insegne governative. La tradizione della sosta a pochi metri dalla vetta — iniziata da Band e Brown nel 1955 per rispetto verso il governo del Sikkim e verso le credenze religiose locali — è diventata nel tempo un gesto di rispetto condiviso dalla comunità alpinistica internazionale, caso unico tra tutti gli ottomila. Il nome stesso, con il suo riferimento ai "cinque forzieri della grande neve", riflette una cosmologia in cui la montagna è custode di beni preziosi e di conoscenza sacra. Il viandante e naturalista britannico Joseph Dalton Hooker, che nella seconda metà dell'Ottocento esplorò il Sikkim raccogliendo le sue famose collezioni botaniche, dedicò pagine entusiastiche al Kangchenjunga, contribuendo a diffondere in Europa la conoscenza di questa regione.

Fruizione e frequentazione

Il Kangchenjunga è uno degli ottomila meno frequentati in termini assoluti, sia per la complessità logistica dell'avvicinamento sia per la difficoltà tecnica delle vie di salita. Sul versante nepalese l'accesso è regolamentato dal Parco Nazionale di Kangchenjunga, con permessi rilasciati dal governo del Nepal. Sul versante del Sikkim i permessi sono rilasciati dal governo indiano e sono storicamente più difficili da ottenere. La finestra meteorologica primaverile, tra aprile e maggio, è la stagione principale; quella autunnale, tra settembre e ottobre, è meno frequentata. Il tasso di mortalità rimane elevato, stimato storicamente intorno al 20% dei tentativi.

Traversate

» traversata delle quattro cime del Kangchenjunga — realizzata per la prima volta dalla spedizione sovietica del 1989

Appoggi

» Campo Base Yalung (5.100m) — versante nepalese, punto di partenza della via normale

Informazioni

Quota: 8.586m
Nome alternativo: Kangchenjunga, I Cinque Forzieri della Grande Neve
Gruppo montuoso: Himalaya orientale
Catena alpina: Himalaya
Tipologia: massiccio piramidale / vetta principale di sistema a cinque cime
Area protetta: Parco Nazionale di Kangchenjunga (Nepal, istituito 1997) / Khangchendzonga National Park (India / patrimonio UNESCO)
Prima ascensione: 25 maggio 1955
Primi salitori: George Band, Joe Brown
Prima ascensione invernale: 11 gennaio 1986
Primi salitori in invernale: Jerzy Kukuczka, Krzysztof Wielicki
Libro di vetta: assente
Comune/i: Taplejung (Nepal) / Sikkim (India)
Valle/i: Valle del Yalung (Nepal), Valle dello Zemu (Sikkim)
Difficoltà alpinistica: AD (via normale); D–TD (vie alternative)
Dislivello medio: 3.486m (da Campo Base Yalung)
Periodo consigliato: aprile–maggio; settembre–ottobre
Esposizione prevalente: S-O (via normale); N-O (versante Sikkim)
Presenza ghiacciai: sì (Yalung, Zemu, Kangchenjunga)
Presenza tratti attrezzati: sì (corde fisse sulla via normale)

Collections

country high point – listamappa

vette dell'India – listamappa

vette del Nepal – listamappa

vette dell'Himalaya – listamappa

vette sopra gli 8.000m – listamappa